Analisi settimanale dei mercati al 1° marzo 2010
I mercati hanno continuato ad oscillare nel corso della settimana a causa dei timori degli investitori sulla questione del debito europeo, con particolare riferimento alla situazione di Grecia e Spagna.   L’euro, dopo aver superato a metà settimana una fase caratterizzata da forti pressioni alla vendita, è riuscito a rimbalzare chiudendo la settimana con un leggero guadagno. Anche l’indice S&P 500 ha avuto un andamento altalenante e a ha concluso la settimana con una lieve perdita. In questa fase di incertezza sull’indice S&P 500 sta pesando l’importante livello di resistenza rappresentato dalla media mobile a 50 giorni.

La prima serie di notizie che il mercato ha dovuto digerire lunedì ha riguardato la caduta del governo olandese verificatasi durante il weekend in seguito al ritiro del partito laburista dal governo a causa del rifiuto di quest’ultimo di soddisfare la richiesta avanzata dalla NATO di continuare a mantenere la presenza delle truppe olandesi in Afghanistan.   Lo spread tra i bond olandesi e tedeschi a 2 e 10 anni è rimasto invariato lunedì confermando il basso impatto reale di queste notizie sui mercati. Dal 2002 questo è il quinto governo olandese che vacilla.
Martedì, i mercati azionari sono rimasti sulla difensiva dal momento che gli investitori hanno venduto i titoli più rischiosi dopo che il conference board ha rilasciato un dato sulla fiducia negli USA peggiore delle aspettative.   L’indice S&P 500 ha perso 13 punti scendendo sotto quota 1100 a 1094. La benzina è diminuita del 2,4% e il dollaro si è rafforzato nei confronti delle principali valute.
Il risultato sulla fiducia ha sorpreso i mercati. Il Conference Board, un gruppo di ricerca privato, ha reso noto che il suo indice sulla fiducia è sceso questo mese a 46 punti dai 56,5 di gennaio. Il dato di febbraio è quindi risultato molto al di sotto del livello di 54,8 atteso dagli economisti.  I giudizi sulla situazione attuale dell’economia Usa sono peggiorati, il relativo indice e’ precipitato a 19,4 punti dai precedenti 25,2 punti. L’indice a febbraio ha toccato il livello più basso da 27 anni.   Le aspettative dei consumatori per l’attività economica dei prossimi 6 mesi sono scese a 63,8 punti rispetto ai 77,3.
Per quanto riguarda le atre notizie economiche, secondo l’indice S&P Case-Shiller sui prezzi delle case, i prezzi delle abitazioni sono scesi a dicembre ma risultano in rialzo se rettificati in base a fattori stagionali dal momento che i cali annuali dei prezzi hanno continuato ad attenuarsi. Per il quarto trimestre, l’indice S&P Case-Shiller nazionale sui prezzi delle case negli USA ha fatto segnare una diminuzione pari al 2,5% rispetto all’anno precedente, un miglioramento significativo rispetto alle diminuzioni del 19%, 15% e 8,7% registrate durante il resto del 2009. È diminuito dell’1,1% ma è poi risalito dell’1,6% rettificandolo sulla base di fattori stagionali. Entrambi gli indici hanno mostrato una contrazione pari al 2,4% dei prezzi in 10 delle principali aree metropolitane rispetto all’anno precedente, mentre l’indice relativo alle 20 maggiori aree metropolitane è diminuito del 3,1%. Entrambi gli indici sono scesi dello 0,2% dal mese precedente, sebbene se rettificati sulla base di fattori stagionali risultino in aumento dello 0,3%.
I mercati hanno avuto una seduta positiva mercoledì nonostante i commenti di Ben Bernanke.  Durante la sua audizione di metà anno davanti al congresso, il presidente della Fed, Ben Bernanke, ha affermato che l’economia statunitense ha ancora bisogno di tassi bassi per diversi mesi dal momento che ci si attende una lenta ripresa economica.   Nella sua audizione davanti all’House Financial Services Committee, il presidente della Federal Reserve ha dichiarato che la banca centrale statunitense sta attentamente valutando quali strumenti potrà usare nel momento in cui l’economia avrà bisogno di tassi di interesse più elevati. Secondo gli operatori finanziari il discorso di Bernanke è da intendersi a conferma del mantenimento dei tassi ad un livello basso per un esteso periodo di tempo.
La Securities and Exchange Commission (Commissione per i Titoli e gli Scambi) ha votato 3-2 mercoledì a favore di un nuovo provvedimento che limiterà lo short selling (vendite allo scoperto) per i titoli che registrano flessioni di almeno il 10% in un solo giorno.   Il voto pone la parola fine a quasi un anno di dibattiti intorno alla prassi borsistica seconda la quale gli investitori cercano di trarre profitto dalla vendita di titoli per poi riacquistarli quando questi hanno perso valore.
Anche mercoledì le vendite di nuove abitazioni negli USA sono risultate in flessione dell’11,2%, toccando un livello minimo record e cancellando tutti i guadagni fatti registrare nel mercato delle nuove abitazioni durante l’anno passato. La richiesta di abitazioni unifamiliari è diminuita dell’11,2% rispetto al mese precedente ad un tasso annualizzato di 309.000 unità , secondo i dati diffusi dalla Ministero del Commercio.   Secondo le stime degli economisti le vendite sarebbero salite del 3,8% a 355.000 unità . È il terzo calo consecutivo. Le vendite a dicembre sono scese del 3,9%, rispetto a un dato atteso del 7,6%. Il dato sulla vendita di case nuove è volatile perché basato su un campione molto piccolo. Il governo si era dichiarato fiducioso che il vero cambiamento nella vendita i case nuove a gennaio fosse tra meno 25,2% e più 2,8%. Il calo delle vendite di case di gennaio dell’11,2% è il peggiore mai registrato da quando è stato istituito l’indice nel 1963.
Giovedì, l’attenzione degli investitori è rimasta puntata sulle notizie europee dal momento che Moody ha dichiarato che potrebbe ridurre il rating sul debito della Grecia entro un mese se il governo ellenico non riuscirà a rispettare gli obiettivi fiscali di marzo. Il rating di Moody ad A2 è già superiore a quello di S&P (attualmente a BBB+) che a sua volta ieri ha dichiarato che potrebbe procedere a un declassamento del debito greco entro un mese.   Un declassamento da parte di Moody posizionerebbe il rating del debito greco al livello più basso prima del livello speculativo.  Nonostante l’euro abbia avuto una sessione molto instabile, alla fine della sessione di trading è rimbalzato dopo aver testato il recente minimo a $1,3450.
Le richieste settimanali di sussidi alla disoccupazione negli USA sono state deludenti e ciò ha ulteriormente confermato le prospettive incerti del mercato attuale.   Le richieste di sussidi sono inaspettatamente salite a 496 mila (contro le 460 mila attese e contro le 474 mila della settimana scorsa). Secondo il Labor Dept l’aumento è da ascrivere in parte anche alle pesanti nevicate nel Mid-Atlantic States e nel New England. La media a 4 settimane è risultata pari a 473 mila unità – un numero molto alto ma comunque in miglioramento rispetto alle 513 mila registrate prima dell’inizio del periodo delle festività a fine novembre.

Venerdì il PIL è risultato in aumento ad un tasso annuale pari al 5,9% ; il tasso più elevato dal terzo trimestre del 2003. Il Pil è aumentato del 2,2% nel terzo trimestre del 2009. Un mese fa, il dipartimento del lavoro aveva stimato una crescita annuale del Pil per il terzo trimestre pari al 5,7%. Per tutto il 2009, il Pil è diminuito a un tasso del 2,4%, la peggiore contrazione dal 1946, anno in cui il Pil ha registrato una flessione del 10,9%. L’economia è cresciuta nel 2008 dello 0,4% e nel 2007 del 2,1%.
Forex
La sterlina è rimasta sotto pressione per la maggior parte della settimana anche in seguito alla forte flessione degli investimenti delle imprese registrati nel Regno Unito e alle preoccupazioni su una double dip recession.  Gli investimenti delle imprese sono scesi del 5,8% rispetto al trimestre precedente nel quarto trimestre del 2009, contro una previsione per un incremento dello 0,1% e contro una stima rivista al ribasso di -1,8% nel terzo trimestre 2009 (da – 0,6%).  Un’inchiesta della Camera di Commercio di Londra ha mostrato che il 47% delle società prevede un ritorno dell’economia alla recessione, con solo il 29% che prevede che la ripresa sarà duratura.  Se il PIL del Regno Unito nel quarto trimestre 2009 è stato rivisto al rialzo allo 0,3% rispetto al trimestre precedente (contro un +0,2% atteso e da una stima iniziale allo 0,1%) ci sono diversi aspetti negativi che pesano sulla sterlina:
1) Alla revisione al rialzo del quarto trimestre è seguita una revisione al ribasso nel terzo trimestre e la crescita per tutto il secondo trimestre del 2009 è stata decisamente piatta.
2) La revisione al rialzo nella spesa governativa ha rappresentato una notizia negativa per le prospettive delle finanze pubbliche e non è sostenibile.
3) I primi indicatori del primo trimestre del 2010 non sono stati particolarmente positivi con, in più, le condizioni climatiche che non agevolano la crescita nella prima parte dell’anno.
L’economia britannica si è contratta di quasi il 5% nel 2009 e la ripresa sarà molto lenta nel 2010 con un tasso di crescita dell’1,2%. Da un punto di vista tecnico, la coppia GBP/USD ha rotto il doppio supporto e si sta muovendo al ribasso.  La sessione di venerdì ha presentato un candela doji, segnale che l’incertezza dei trader continua.
In Giappone i risultati negativi del CPI non possono considerarsi ancora un qualcosa di appartenente solo al passato: il tasso annuale di febbraio del CPI ha registrato una flessione dell’1,8% su base annuale ( non così male rispetto al risultato atteso del 2% e dal 2,1%) mentre il tasso dell’inflazione nazionale a gennaio ha segnato un – 1,3% su base annuale ( dal – 1,4%) con il dato sul CPI core rimasto invariato all’1,2%.  La continua debolezza nel settore dei consumi ( non certo una sorpresa in un periodo di difficoltà nel mercato del lavoro e in una fase di reddito disponibile reale sotto pressione) è stata sottolineata dal risultato sulle vendite di gennaio dei grandi rivenditori (- 5,6, dato peggiore delle attese) ma le vendite al dettaglio sono invece risultate migliori delle stime a +2,9%.  La coppia USD/JPY ha avuto una performance negativa durante tutta la settimana ma è riuscita a trovare un supporto intorno a 88,90 punti. Il movimento ribassista ha deluso gli investitori che speravano in un cambiamento del trend. Ad oggi la tendenza per la coppia USD/JPY è ancora negativa e una rottura del supporto potrebbe portare la coppia sui suoi precedenti minimi.

La Prossima Settimana

Â
Se desideri discutere più approfonditamente il presente articolo, ti invitiamo a visitarci all’indirizzo  http://forum.etoro.com/italian-f15/
Related posts:
- Analisi settimanale dei mercati al 15 marzo 2010 Share  Buone performance questa settimana per i titoli più...
- Analisi settimanale dei mercati al 8 marzo 2010 Share Analisi settimanale dei mercati al 8 marzo 2010 Buona settimana...
- Analisi Settimanale dei Mercati 09.05.2010 Share Il vulcano ha eruttato durante la settimana poiché i...
- Analisi settimanale dei mercati 29.03.10 Share Il lento incremento dei mercati azionari è continuato per...
- Analisi settimanale dei mercati al 1.02.2010 Share Settimana molto negativa per gli asset più rischiosi. I...












Sun, Feb 28, 2010
Weekly-Italian